Hai aperto il portafoglio e niente, l’assegno non c’è più. È caduto? È rimasto in un cassetto? O peggio, l’hai perso per strada? Ansia comprensibile. La buona notizia è che c’è un percorso chiaro per mettere in sicurezza il titolo e recuperare i soldi senza drammi inutili. Qui sotto trovi una guida pratica, conversazionale e senza giri di parole: capiamo che assegno hai smarrito, cosa fare nelle prime 24 ore e come muoverti con banca e Tribunale quando serve.
Indice
- 1 Prima domanda: che assegno hai smarrito?
- 2 Cosa fare subito (le prime 24 ore contano)
- 3 Ammortamento, detto semplice: a cosa serve e come funziona
- 4 Caso A: assegno bancario non trasferibile (lo scenario più comune)
- 5 Caso B: assegno bancario libero (transferibile)
- 6 Caso C: assegno circolare
- 7 E i termini? Due dritte per non inseguire l’assegno col fiatone
- 8 Documenti e passaggi: metti in fila la carta giusta
- 9 Errori comuni da evitare (per davvero)
- 10 Una parentesi utile: protesto, CAI e “cose brutte” che vuoi evitare
- 11 Domande che ricevo spesso (risposte sincere)
- 12 Un aneddoto che spiega perché il metodo batte l’ansia
- 13 Metti tutto in fila (il promemoria che non tradisce)
- 14 Conclusione: sangue freddo, passi giusti, risultato pulito
Prima domanda: che assegno hai smarrito?
Non tutti gli assegni sono uguali, e il tipo di titolo cambia le mosse. C’è l’assegno bancario (emesso dal correntista su una banca) e l’assegno circolare (emesso direttamente dalla banca, che promette di pagare a vista). In più, quasi tutti gli assegni oggi sono “non trasferibili”: significa che il pagamento è vincolato al beneficiario indicato, e questo dettaglio conta parecchio quando si perde il titolo. Infine esistono i termini di presentazione al pagamento: in Italia, 8 giorni se l’assegno è “su piazza” (stesso comune di emissione e pagamento) e 15 giorni se “fuori piazza”. Scaduti questi termini, il traente può impartire alla banca l’ordine di non pagare. Ti sembra un tecnicismo? In realtà orienta i tempi delle tue mosse.
Cosa fare subito (le prime 24 ore contano)
Primo: avvisa la banca. Se è un assegno bancario, chiama o scrivi alla tua filiale e comunica lo smarrimento: non è ancora “il blocco legale” del titolo, ma la banca può annotare l’allerta e spiegarti quali moduli compilare. Se è un circolare, avvisa immediatamente l’istituto che lo ha emesso: sarà il tuo referente nei passaggi successivi. Subito dopo, fai la denuncia di smarrimento presso Polizia o Carabinieri; questa carta ti servirà sempre, sia per l’ammortamento sia per ottenere un duplicato quando previsto. Diverse Cancellerie dei Tribunali lo indicano come passo propedeutico e necessario.
Una precisazione utile: se hai perso un modulo di assegno in bianco (non compilato), avvisa la banca per iscritto. La denuncia resta fondamentale, ma l’istituto potrà anche inserire note di allerta sul tuo carnet e darti istruzioni su come comportarsi se arrivasse alla negoziazione un titolo compilato da terzi.
Ammortamento, detto semplice: a cosa serve e come funziona
Hai sentito parlare di ammortamento? È la procedura che rende inefficace verso i terzi un assegno smarrito, rubato o distrutto e consente di ottenerne il pagamento (o un duplicato) in sicurezza. Si avvia con un ricorso al Presidente del Tribunale del luogo in cui l’assegno è pagabile; in alternativa è competente il Tribunale del tuo domicilio o, per i circolari, un foro dove la banca emittente ha una sede. Nel ricorso vanno indicati gli elementi essenziali del titolo (importo, numero, data, banca, beneficiario) e di solito si allegano la denuncia e le comunicazioni alla banca. È una procedura di volontaria giurisdizione: non “accusi” nessuno, ma chiedi un decreto che metta in sicurezza il titolo.
Cosa succede dopo? Il Tribunale emette un decreto di ammortamento e ne dispone la notifica alla banca trattaria (o, nel caso dei circolari, a una filiale che provvederà ad avvisare gli altri recapiti di pagamento). Se chi detiene il titolo si oppone entro i termini di legge, si apre un giudizio per accertare di chi sia il diritto; se non c’è opposizione, il decreto diventa definitivo e si può procedere al pagamento o al rilascio di un duplicato. Detto così sembra lungo; nella pratica, con documenti in ordine, la strada è piuttosto lineare.
Caso A: assegno bancario non trasferibile (lo scenario più comune)
Qui c’è una scorciatoia legale che ti piace: per l’assegno bancario non trasferibile non si fa ammortamento. Il beneficiario può chiedere un duplicato dopo 20 giorni dalla denuncia (che va presentata sia a chi ha emesso l’assegno sia alla banca che deve pagarlo), a proprie spese e sempre che il titolo non sia stato già incassato. In pratica: denunci, avvisi gli attori giusti, attendi il termine tecnico e chiedi il duplicato. È una tutela nata proprio per evitare che un titolo “bloccato” finisca nelle mani sbagliate.
Domanda classica: e se nel frattempo qualcuno riuscisse a presentarlo? Se la procedura è stata avviata correttamente con denuncia e comunicazioni alla banca, l’istituto ha gli elementi per non pagare. E tu, trascorsi i 20 giorni, hai titolo per il duplicato. Semplice, chiaro, fattibile.
Caso B: assegno bancario libero (transferibile)
È meno frequente, ma può capitare su importi molto bassi o su titoli datati. Qui l’ammortamento serve: la sola denuncia non impedisce alla banca di pagare il primo presentatore, se il titolo è regolare e nei termini. Per metterti al riparo chiedi l’ammortamento in Tribunale, così il decreto impedirà il pagamento a chiunque non sia legittimato. Nel frattempo coordina con la banca il comportamento in caso di presentazione: le filiali sanno come gestire l’arrivo di un titolo “segnalato” mentre pende la procedura.
Caso C: assegno circolare
L’assegno circolare è una promessa di pagamento della banca. Se è non trasferibile, la legge prevede una corsia preferenziale: niente ammortamento, ma diritto al pagamento dopo 20 giorni dalla denuncia presso la filiale cui l’hai presentata (tempo necessario per i controlli interni). Per i circolari transferibili, invece, si segue la via dell’ammortamento come per gli altri titoli. La differenza è tutta in quella dicitura “non trasferibile”, che sposta il binario su cui viaggi.
E i termini? Due dritte per non inseguire l’assegno col fiatone
Ti chiederai: quanto tempo ho per “bloccare” tutto? Ricorda i termini di presentazione (8 o 15 giorni). Durante questa finestra il traente non può imporre alla banca di non pagare; scaduta, l’ordine di non pagare diventa efficace. Per te che hai perso l’assegno, la morale è semplice: muoviti subito con denuncia e segnalazione alla banca, così avvii la tutela più forte disponibile (ammortamento o percorso da 20 giorni per i non trasferibili).
Documenti e passaggi: metti in fila la carta giusta
In pratica, cosa devi preparare?
Una denuncia di smarrimento/sottrazione, le comunicazioni a banca (e al traente, se sei beneficiario) e, se serve, il ricorso per ammortamento con gli estremi del titolo. Le Cancellerie dei Tribunali pubblicano spesso modelli e check-list: recuperali dal sito della tua sede competente per sapere come impostare il fascicolo e a chi notificare il decreto (per i circolari la banca avvisa le filiali interessate). Con carta ordinata, l’iter scorre.
Errori comuni da evitare (per davvero)
Il primo? Aspettare. La denuncia “domani” è una cattiva idea: se il titolo viene presentato oggi nei termini, la banca potrebbe pagare. Il secondo? Confondere duplicato e copia: solo il duplicato (rilasciato secondo legge) permette l’incasso, non una fotocopia. Terzo? Pensare che basti telefonare: le banche lavorano su istruzioni scritte, meglio una PEC o una raccomandata quando serve. Quarto? Dimenticare il tipo di assegno: su un bancario non trasferibile hai la via dei 20 giorni; su un bancario libero ti serve l’ammortamento; sul circolare valgono regole ad hoc (vedi sopra). Le stesse amministrazioni della giustizia riassumono questi snodi in modo molto chiaro.
Una parentesi utile: protesto, CAI e “cose brutte” che vuoi evitare
Qui siamo oltre lo smarrimento, ma serve ricordarlo: chi emette un assegno che non viene pagato può finire nel protesto e nella CAI (Centrale d’Allarme Interbancaria), con conseguenze sull’uso degli assegni. Esistono tempi e modi per rimediare (pagamento tardivo entro 60 giorni con penale e interessi, per evitare le sanzioni amministrative), ma non sono il focus di oggi. Te lo cito solo perché conoscere i termini aiuta a evitare che uno smarrimento si sovrapponga a una contestazione di pagamento e ti complichi la vita.
Domande che ricevo spesso (risposte sincere)
Devo sempre fare ammortamento?
No. Per l’assegno bancario non trasferibile e per il circolare non trasferibile la legge prevede percorsi più rapidi: nel primo caso il duplicato dopo 20 giorni dalla denuncia; nel secondo, pagamento dopo 20 giorni. L’ammortamento serve per i titoli transferibili.
Se ho perso un circolare non trasferibile, posso farmene emettere subito un altro?
No, c’è il termine tecnico dei 20 giorni dalla denuncia perché la banca faccia le verifiche e paghi/riemetta senza rischi di doppio pagamento.
Posso “bloccare” un assegno bancario appena emesso se cambio idea?
La revoca del pagamento vale solo dopo i termini di presentazione (8 o 15 giorni). Prima, la banca può pagare. È la legge degli assegni.
E se l’assegno è finito in mani altrui e qualcuno prova a incassarlo?
Con denuncia e (quando occorre) ammortamento attivi, dai alla banca gli strumenti per non pagare. Senza queste mosse, il sistema tutela chi presenta per primo un titolo formale e nei termini.
Un aneddoto che spiega perché il metodo batte l’ansia
Luca perde un circolare non trasferibile da 3.000 euro la settimana prima del rogito. Panico? All’inizio sì. Poi sequenza sensata: denuncia il giorno stesso, PEC alla filiale che l’ha emesso con copia della denuncia, richiesta formale di pagamento/riemissione decorso il termine. Al ventesimo giorno, la banca verifica e rilascia. Il rogito slitta di poco, ma si fa. Nessun labirinto: solo rispetto dei passaggi.
Metti tutto in fila (il promemoria che non tradisce)
1) Avvisa la banca e fai la denuncia.
2) Identifica il titolo: bancario/circolare? non trasferibile/transferibile?
3) Scegli il binario giusto:
— Bancario non trasferibile: duplicato dopo 20 giorni dalla denuncia (a banca e traente).
— Bancario transferibile: ammortamento in Tribunale.
— Circolare non trasferibile: pagamento dopo 20 giorni dalla denuncia in filiale.
— Circolare transferibile: ammortamento.
4) Tieni traccia di invii, protocolli, termini e risposte: carta ordinata = iter veloce.
Conclusione: sangue freddo, passi giusti, risultato pulito
Perdere un assegno non è piacevole, lo so. Ma con due mosse tempestive (denuncia + avviso alla banca) e con il binario giusto tra ammortamento e 20 giorni, riporti la situazione sotto controllo. Il segreto non è fare tutto insieme: è fare le cose giuste nell’ordine giusto. Se vuoi, raccontami che assegno hai perso (bancario/circolare, non trasferibile/transferibile), chi è il beneficiario e dove sarebbe stato pagabile: ti preparo una mini-sequenza personalizzata con i testi da inviare alla banca e — se serve — la scaletta del ricorso in Tribunale, così chiudi la pratica senza perdere altro tempo.