Come Effettuare la Pesca a Fondo in Mare

In questa guida vi fornirò preziosi consigli per effettuare questo tipo di pesca. Questa tecnica va utilizzata in condizioni di mare calmo, nelle ore che vanno dal tramonto all’alba. Serve ad insidiare i pesci che solitamente stanziano sui fondali e dunque specie come la donzella, l’orata, il sarago, la spigola e la triglia.

La pesca richiede una buona conoscenza dei fondali. Questa conoscenza è acquisibile mediante esplorazioni con la maschera da sub o mediante lunghe e pazienti prove lanciando soltanto una zavorra per individuare macchie di posidonia, scogli o fosse. Utilissimi per esaminare i fondali, sono gli occhiali con lenti polarizzanti, i quali, dall’alto consentono di poter vedere bene i fondali in condizioni di mare calmo ed acqua limpida.

Per quanto riguarda la scelta di ami ed esche, già quando andiamo a scegliere la misura od il tipo di essi, indirettamente scegliamo anche la preda da insidiare. Ad esempio l’arenicola con un amo 6-8 andrebbe benissimo per le spigole e le marmore. Nella pesca a fonda l’esca deve essere messa nel modo più naturale possibile, dopo aver pasturato la zona (il pesce è uno degli animali più diffidenti).

La zavorrava posizionato un metro circa sopra l’amo, oppure in fondo alla lenza. Nel primo caso il piombo è fermato con una girella, sopra la quale è bene apporre un breve tratto di tubicino di gomma per proteggere il nodo. Il bracciolo che porta l’amo solitamente ha un diametro inferiore a quello della lenza madre. Nel caso di piombatura all’estremità della lenza, si usano 3 braccioli di una decina di centimetri, posti a circa 30cm l’uno dall’altro. Il piombo a sua volta sarà ad una trentina di centimetri sotto l’ultimo di questi braccioli.

Le canne per la pesca a fondo devono misurare 3-3.50m, avere un’azione media così da poter lanciare da 40 a 70 grammi di piombo. Pe i mulinelli invece, è meglio ricorrere ad un mulinello capiente a bobina conica. Io consiglio di caricare la bobina con un filo di buona marca da 0,20 o se puntiamo a prede di una certa taglia, lo 0,25. Il finale sempre 0,05-0,10 in meno della lenza madre in modo che, qualora dovessimo incagliare in qualche scoglio non perdiamo tutta la montatura, ma solo il bracciolo.

Come Eseguire Esercizi di Allenamento Funzionale in Palestra

L’Allenamento Funzionale prende in considerazione tutte quelle attività che fanno parte del movimento biomeccanico del corpo umano con particolare interesse per l’apparato cardiocircolatorio. Sono principi che puoi applicare a tutti i tipi di allenamento e prevedono circuit training intensi e molto corpo libero.

Il primo esercizio di Allenamento Funzionale da integrare al tuo piano di allenamento settimanale prevede l’uso di un Gilet zavorrato con almeno 10 Kg. di peso distribuito. Ne puoi trovare in commercio ma anche in dotazione presso molte palestre sotto forma di cinturoni a vita con sovraccarico. Fai 3 set di circuit training correndo 5 passi e accosciandoti per poi ripartire. Il tutto per un totale di 5 accosciate.

Riduci il carico a 5 Kg. totali e prendi una corda ginnica. Inizia a saltare cercando di inserire nei 3 minuti di lavoro almeno due movimenti alternativi. Uno può consistere nell’incrocio della corda per avanti. Il secondo potrebbe consistere nel classico balzo pliometrico con ginocchia che vanno al mento e con la velocità di rotazione della corda che aumenta per un doppio giro prima del ritorno dei piedi a terra.

Il tuo terzo e conclusivo esercizio di Allenamento Funzionale consiste nella classica salita alla corda sempre mantenendo una zavorra variabile dai 3 ai 5 Kg. totali. Sali la corda per almeno 3 volte e al ritorno a terra fai 5 minuti di recupero attivo correndo lentamente e regolarizzando il respiro. Puoi inserire esercizi di stretching a piacere per gli arti superiori.

Come Creare una Scala Minore in Musica

Per comprendere fino in fondo la musica, bisogna avere una certa padronanza con le scale maggiori e minori. Ora vediamo come costruire le tre diverse scale minori. Ho messo degli esempi per semplificare la comprensione. Ricorda di usare sempre la matita e la gomma sul foglio pentagrammato per eventuali correzioni.

Prendiamo in considerazione la scala maggiore di DO (DO RE MI FA SOL LA SI DO, con i semitoni tra il terzo-quarto e settimo-ottavo grado). Per ricavare la sua relativa minore, prendi in considerazione il sesto grado della scala di DO (La) che diventa il primo grado (tonica) della scala minore. Da ciò deduci che, partendo dalla scala maggiore, devi scendere di una terza minore (1 tono più 1 semitono) per trovare la nuova tonica. Facendo i calcoli, noti che tra Do e Si c’è un semitono e tra Si e La c’è un tono.

Ora decidi con quale delle tre diverse scale minori vuoi iniziare. Io ti consiglio di creare per prima la scala minore naturale. Questa scala minore contiene tale successione di intervalli: TONO, SEMITONO, TONO, TONO, SEMITONO, TONO, TONO. Metti in pratica quanto ti ho appena detto e ottieni come successione di note LA SI DO RE MI FA SOL LA (tra SI e Do e tra MI e Fa, c’è un semitono; mentre tra le altre note c’è un tono). La scala discendente ha la stessa successione di intervalli.

Ora creiamo la scala minore armonica, che è costituita da: TONO, SEMITONO, TONO, TONO, SEMITONO, TONO,TERZA MINORE. Ottieni così tale scala: LA SI DO RE MI FA SOL# LA(tra Si e Do e tra Mi e Fa, c’è un semitono; tra Sol# e La c’è un tono e mezzo; mentre tra le altre note c’è un tono). In tal modo, il settimo grado è diventato La sensibile, in quanto il Sol# crea un senso di instabilità che si risolve subito, passando alla tonica. La scala discendente ha la stessa successione di intervalli.