Come Preparare Frittura di Totani

Il totano è un mollusco che spesso viene scambiato per il calamaro. Le differenze sono però evidenti a cominciare dal colore che nel totano è rosa violaceo mentre il calamaro è bianco, e, come seconda cosa, le pinne che nel totano sono posizionate nella parte posteriore della sacca e di forma triangolare. In questa guida ti illustrerò come cucinarli fritti bada però di acquistarli piccoli in quanto le carni risulteranno molto più tenere e adatte a questo tipo di cottura.

Occorrente
600 gr. di totanetti
100 gr. di farina di semola di grano duro
Fettine di limone
1 l di olio di semi di soia

Pulisci i totani: stacca la testa ed estrai gli intestini. Togli l’osso che noterai perché si presenta come una lunga spina elastica e trasparente. Poi lavali molto bene sotto acqua corrente per asportare fango e sabbia sia dalla sacca che dai tentacoli. Taglia a rondelle le sacche e lascia intero il gruppo dei tentacoli.

Metti a scolare molto bene per un paio d’ore in uno scolapasta: per il fritto è molto importante che ci siano meno residui di acqua possibili, altrimenti durante la cottura potresti rimanere vittima di schizzi d’olio poco piacevoli.

Infarina bene i totani tagliati e ben asciutti nella farina di semola di grano duro. Per friggere procurati una pentola antiaderente con i bordi alti, metti abbondante olio di semi di soia e fallo scaldare a fuoco medio alto.
Procurati anche una retina che serve da paraschizzi per l’olio ed una paletta forata o una pinza per estrarre il pesce dalla pentola.

Quando l’olio è caldo, comincia a friggere pochi totanetti per volta in modo che siano completamente immersi nell’olio e lasciali cuocere per pochissimi minuti. Mettili a scolare su di una carta assorbente per togliere l’eccesso di unto.

Prepara intanto il piatto di portata con nuova carta assorbente e adagiavi i totanetti. Salali e guarnisci con fettine di limone.

Come Allenare gli Addominali Bassi in Casa

Gli addominali bassi sono i più difficili da definire, se per quelli alti e quelli obliqui bastano pochi esercizi per quelli bassi oltre a tanta attività fisica è molto utile mantenere uno stile corretto.

In un’altra guida abbiamo già descritto gli esercizi utili per aver la famigerata tartaruga, oggi andremo nel dettaglio a vedere quali sono le tecniche migliori per un fisico perfetto. Ci sono due tipologie di esercizi per gli addominali bassi, la prima consente di esercitarsi da soli mentre la seconda necessita di un compagno; ora vediamo insieme quali sono gli esercizi che potrete far da soli.

Stendete un materassino per terra o utilizzate una panca. Se non si dispone dello strumento è possibile vedere questa guida sulla panca per addominali.
Sdraiatevi sopra poggiando a terra gli avambracci e non la schiena
Ora alzate entrambe le gambe fino all’altezza della vostra test
Estendete i piedi spingendo le punte in direzione opposta della vostra testa – Ora portate un ginocchio alla volta verso la vostra stessa testa, alternate le gambe
La serie termina quando avrete piegato e disteso ogni gamba almeno 12 volte
l termine tenete le gambe distese ferme all’altezza della testa per 12 secondi

Ora potete procedere con l’esercizio di coppia per gli addominali bassi
Mettete un materassino per terra
Sdraiatevi sopra appoggiando completamente la schiena su di esso
Alzate le gambe perpendicolarmente al terreno
Il vostro aiutante posizionato alle vostre spalle dovrà afferrare entrambe le caviglie e dovrà scagliare le vostre gambe verso il terreno
Tenendo sempre le gambe unite e tese dovrete cercar di non toccare il materassino con i talloni facendo forza sugli addominali bassi
Effettuate almeno 3 serie da 12 ripetizioni.

Questi sono due semplici esercizi per sviluppare al meglio gli addominali bassi, dovrete avere costanza nello svolgerli ed effettuandoli una volta a settimana non avrete nessun risultato. Oltre all’attività fisica dovrete anche tenere uno stile di vita sano, avere una dieta equilibrata e soprattutto non bere molte bevande gassate.

Come Coltivare l’Acalypha Hispida

L’Acalypha ha più di 30 specie. La più nota, soprattutto per le sue inflorescenze particolari che somigliano ai fiori penduli del nocciolo ma dall’aspetto morbido e piumato e dal bel colore rosso, è proprio l’Acalypha hispida. La sua famiglia di appartenenza è l’Euphorbiaceae e proviene dalla Birmania e dall’India.

L’Acalypha Hispida ama l’aria aperta, ambienti ben arieggiati e soleggiati, quindi potrai scegliere per il vaso una posizione in cui arrivi molta luce, senza però che arrivino alla pianta i raggi diretti del sole. Se vivi in una zona a clima mite potrai lasciare il vaso fuori anche in inverno ma se vivi in zone fredde dove la temperatura scede di molto al di sotto dei 13 gradi ti converrà portarla al riparo scegliendo sempre un luogo ben areato.

In inverno dovrai diradare le innaffiature che in estate saranno frequenti, l’acqua non dovrà mai mancarle, e dovrai tentare di alzare l’umidità dell’ambiente. A tale scopo, visto che non ama essere spruzzata con l’acqua, ti suggerisco di porla in un sottovaso più grande del vaso che riempirai di argilla espansa e acqua, badando bene di far si che l’acqua non arrivi a bagnare mai il fondo del vaso. Il terreno che userai per coltivarla dovrà essere leggero, concimato e ben drenato; quindi ad un buon terreno aggiungerai torba e sabbia in modo tale che il terreno avrà la possibilità di assorbire solo l’acqua che necessita alla pianta e il superfluo potrà scorrere liberamente attraverso il foro di drenaggio.

Se vorrai ottenere una giovane e nuova piantina potrai farlo in primavera quando la temperatura sarà più alta, dovrà aggirarsi intorno ai 24 gradi. Staccherai una talea semi legnosa dalla pianta madre, praticando un taglio al di sotto di un nodo,  e interrerai la talea in un composto di torba e sabbia. Dai alla pianta una copertura di plastica che di tanto in tanto sposterai per far si che le goccioline di acqua che si formeranno per effetto della condensazione si asciughino evitando così che possano scivolare sul terreno rendendolo poi troppo bagnato.

Fare Attività Fisica – Consigli Utili

Non tutte le attività fisiche, lo dicevamo nel post precedente, sono adatte a tutti. Se siamo nell’ottica di fare sport perché ci piace anche migliorare la qualità della nostra quotidianità dovremmo avere un’idea chiara sulle qualità fisiche. Vediamo le più importanti, con particolare attenzione a quelle che possono influenzare direttamente l’efficienza e la qualità della vita, tanto nei ragazzi che negli anziani.

Una qualità molto importante è la capacità di muovere le articolazioni in maniera ampia e fisiologica. Questa qualità si chiama articolarietà o ampiezza articolare. Viene ridotta dall’inattività, e da quella particolare attività di contrazione muscolare che tende sempre a contrarre accorciando piuttosto che contrarre anche allungando. Si coltiva contraendo i muscoli sempre in piena corsa, dal massimo allungamento alla contrazione completa, e facendo stretching dopo l’allenamento.

È anche importante poter esprimere una respirazione fisiologica, bassa e rilassata. Ricordiamoci che la respirazione non ha come solo risultato portare ossigeno nei polmoni ed estrarne anidride carbonica… Una respirazione fisiologica è invece direttamente connessa al wellness, alla qualità della vita.

La terza qualità di cui vorrei parlare è il giusto tono dei muscoli della fascia addominale: addominali, obliqui, intercostali, lombari… e dei muscoli che stabilizzano ed orientano il bacino (aggiungiamo quindi glutei, psoas-iliaco, bicipiti femorali…). Se questi muscoli sono tonici e in buon equilibrio tra loro (senza che uno tiri più o meno degli altri, per farla semplice) molte funzioni vitali saranno più efficienti, ed anche la schiena sarà tutelata, forte e reattiva. Non dimentichiamo che glutei e bassa schiena sono considerati da molti il centro della forza dell’uomo (lo diceva ancheun certo Arnold Schwarzenegger, con buona pace di chi va in palesta e fa solo pettorali e bicipiti… 🙂

Non trascuriamo la coordinazione: soprattutto e avete una certa età, o se non siete avvezzi all’attività fisica, potrete scoprire che non riuscite a fare certi movimenti, o che non riuscite a farli bene. Dovete però sapere che attraverso la ripetizione è possibile imparare qualsiasi tipo di gesto, e che anzi una delle migliori ginnastiche per il cervello e il corpo è imparare a fare gesti nuovi o inconsueti, che all’inizio non riescono! Ogni nuovo gesto imparato apre nuove connessioni cerebrali, contrariamente all’inattività ed alla vita completamente sedentaria. Altamente consigliato!

Un’altra qualità importante è la resistenza generale, detta anche fiato o massima potenza aerobica. Contrariamente a quanto spesso si crede, la resistenza generale non è correlata ad un gesto specifico (correre, sollevare pesi, portare un sacco in spalla), ma puttosto alla generale efficienza del sistema respiratorio e cardiocircolatorio.
Quando invece pensiamo ad un gesto specifico, come la corsa, dobbiamo sempre ricordarci che anche la resistenza specifica muscolare diventa molto importante: se prendete un maratoneta e lo mettete a fare una 50 km di sci di fondo soffrirà quasi come se non avesse mai fatto sport in vita sua! Lo stesso vale per un bodybuilder o per un nuotatore. Allo stesso modo, per andar forte in bicicletta non bastano – anche fuor di metafora – cuore e polmoni (una volta si diceva, semplicisticamente, che Coppi era forte peché poteva inspirare più di cinque litri di aria per volta…): anche i meccanismi di produzione dell’energia e le reazioni biochimiche muscolari devono essere allenate a quello specifico gesto.
Possiamo quindi considerare la resistenza muscolare specifica come una ulteriore qualità.

Coltivare l’Ardisia

L’ardisia crispa, è una pianta dalle bacche di un rosso molto deciso. Il contrasto con il verde delle foglie, la rendono adatta e perfetta a rappresentare le festività natalizie. E’ anche molto semplice da mantenere. Nella guida di seguito qualche consiglio per piantarla e curarla.

La riproduzione dell’ardisia per mezzo del seme, è possibile, ma richiede decisamente molto più tempo e anche delle cure adeguate. Risulta essere più facile, propagarla con la talea: prelevate nel periodo di maggio fino ad agosto, le talee semilegnose dai germogli laterali, insieme ad una porzione di corteccia.

Spolverate quindi, la superficie di taglio con ormoni rizogeni e riponetele in un miscuglio di sabbia e di torba da mantenere umido a una temperatura di circa 24 gradi. le talee radicheranno dopo due mesi. A partire da giugno, inizierà a produrre fiori stellati di colore bianco – crema, rosa o in alcune forme, rossi o violacei.

Per mantenere le bacche in una pianta sana fino alla successiva fioritura, provate a mantenere la pianta in locali luminosi, caldi e ad una umidità adeguata. Esse in queste condizioni possono mantenersi molto a lungo. In questi casi, fiori e bacche si presenteranno sullo stesso esemplare, rendendolo ancora più decorativo.